C’era una volta e ancora c’è Geremia, il nonno dei nonni degli gnomi, guardiano e protettore di tutti i boschi della Valtaro. Una sua nota caratteristica è la sua barba bianca, lunga, ma così lunga che le migliaia di nipoti e pronipoti, vista la veneranda età di 951 anni ,per pettinarla e riordinarla impiegano tre giorni. Questo avviene solo in occasione di feste o eventi molto particolari: in merito si narra che la sua barba abbia una sua magia e poteri che solo in rarissimi occasioni Geremia utilizza. La leggenda vuole che tutte le persone o cose che vengono avvolte o circondate dalla magica barba ne hanno effetti miracolosi.
A tal proposito giungo a voi per raccontarvi un fatto successo nel secolo scorso, ad alcuni ragazzi, Marco Luca e Matteo, che un bel giorno decisero di andare a funghi. Era una bellissima mattina di tardo autunno, i tre ragazzi dopo essersi informati sulla zona migliore in cui nascevano i famosi porcini tramite internet e il sito del fungo porcino di Borgotaro IGP, partirono all’alba in direzione Monte Penna,famoso per essere la culla delle sorgenti del torrente Taro e del torrente Ceno.
Le intenzioni dei ragazzi erano buone ma nel momento in cui entrarono nel bosco persero la memoria e con essa anche la buona educazione. Con modo di fare dinoccolato iniziarono a cercare i funghi,ma quando al posto dei porcini vedevano altri tipi di funghi li presero a calci a bastonate rompendoli, davano calci a pietre che rotolavano pericolosamente a valle, rompevano rami e gettavano cartacce e quant’altro a terra. Il bosco stanco di sopportare questa maleducazione gratuita, iniziò a trasformarsi sbuffando una leggera nebbiolina,poi sempre più intensa talmente intensa che tutto divenne grigio, cupo, quasi tetro. I ragazzi iniziarono a guardarsi attorno, avevano difficoltà nel vedersi ad una distanza di pochi passi. Iniziarono a chiamarsi, ma le loro voci e loro nomi venivano portati lontani dal vento e nel contempo rumori sconosciuti iniziarono ad aleggiare attorno a loro. Il loro stato d’animo si trasformò da allarme a panico.
Cercarono la strada del ritorno, ma non essendo pratici del bosco, più camminavano e più si allontanavano, le piante erano tutte uguali, inoltre i rumori attorno a loro li disorientarono a tal punto che si allontanarono l’uno dall’altro. Venne loro in mente quando, alcuni anziani parlando di quella zona, raccontavano di quante persone si erano perse , infatti non era casuale che l’avessero denominata la foresta del monte Penna.
Ognuno di loro cercava un barlume di lucidità nel mezzo di quel bosco diventato così tetro e buio. Pensa che ti ripensa venne loro in mente la leggenda di Geremia, il nonno dei nonni degli gnomi ed iniziarono ad invocarlo augurandosi che ci fosse qualcosa di vero nella storiella. Nulla cambiava e il tempo trascorreva inesorabile, iniziavano ad essere invasi dallo sconforto e dal freddo. In quel momento ognuno di loro ripercorrendo la giornata dagli inizi, rivide le proprie gesta da quando era entrato nel bosco ed iniziarono a chiedersi se questo loro atteggiamento di maleducazione nei confronti del bosco potesse aver causato il dramma che stavano vivendo.
Iniziarono a chiedere scusa al bosco e a tutto quello che potevano aver offeso ripromettendosi di non farlo mai più. Iniziò a nevicare e i dubbi si moltiplicarono il panico si tramutò in terrore. Fu allora che guardando meglio notarono che nevicava solamente su una striscia di bosco, sembrava quasi che qualcuno gli stesse indicando la strada, seguirono la neve e dopo poco
Marco Luca e Matteo si ritrovarono, la gioia li illuminò, ed insieme continuarono a seguire il bianco sentiero, si scambiarono alcuni pensieri ed a tutti e tre venne in mente la barba di Geremia.
Nel ripercorrere il sentiero segnato dalla neve raccolsero le cartacce gettate precedentemente, impiegarono un’ora, ma alla fine si ritrovarono al punto in cui erano partiti alla mattina.
I tre amici si fecero una promessa, se e quando fossero tornati nel bosco, prima di entrarvi si sarebbero accertati che la maleducazione, ne rimanesse fuori. Non ripartirono prima di aver ringraziato calorosamente il nonno dei nonni degli gnomi Geremia e la sua magica barba, e un raggio di sole li salutò.
N.B.: La maleducazione nel bosco non paga mai, e neppure fuori da esso.